Approvato alla Camera in prima lettura il ddl sul testamento biologico, la prossima tappa la discussione in Senato. Si tratta di un passo in avanti importante verso il rispetto della volontà e della dignità dei pazienti già chiaramente statuita dall'articolo 32 della Costituzione. Fra gli aspetti positivi del testo la possibilità di rifiutare l'accanimento terapeutico, e in particolare il fatto che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata; la nutrizione e l'idratazione artificiali, inoltre, sono incluse tra i trattamenti sanitari e quindi possono essere interrotte su richiesta del paziente; infine può essere praticata dal medico la sedazione continua profonda.
Ma la battaglia, iniziata già nei primi anni '80, non può dirsi conclusa. C'è infatti il rischio che in Senato l'approvazione definitiva possa essere bloccata e, in ogni caso, restano non pochi punti poco chiari o formulazioni perlomeno ambigue che potrebbero ostacolare l’applicazione della legge o vanificarla. Si vedano in particolare la questione dell'obiezione di coscienza del medico, che pure va dichiarata caso per caso e non a priori ed è  legata alla garanzia di attuazione di quanto previsto dalla legge per ogni struttura sanitaria pubblica o privata; alcuni riferimenti alla deontologia professionale del medico; e l'assistenza psicologica per chi chiede l'interruzione delle terapie.

Qui il testo approvato alla Camera e la documentazione sulla campagna