E’ in libreria in Giappone la traduzione delle “Conferenze Brasiliane” di Franco Basaglia. Il libro, pubblicato dalla casa editrice Iwanami shoten, si intitola “Basaglia Kouen roku Jiyu koso ciryo da – Italia Seisinhoken Kotohajime”. La traduzione è stata curata da Kazuo Okuma, Toru Kajiwara, e dalla coppia Tetsutada Suzuki e Toshihiko Ouchi, due studiosi giapponesi che hanno trascorso lungo tempo a Trieste e hanno così avuto modo di approfondire i risultati della rivoluzione basagliana e conoscere alcuni dei suoi protagonisti, tra cui Maria Grazia Giannichedda.

In Giappone questa è la terza pubblicazione che riguarda Franco Basaglia e la sua rivoluzione. La prima fu “Seishin byouin wo suteta Italia sutenai Nihon” (Italia senza manicomi, Giappone con manicomi, 2009), di Kazuo Okuma, giornalista e vincitore nel 2008 del premio Basaglia, che per la prima volta fece conoscere la riforma in Giappone. La seconda è “Seishin byouin no nai shakai wo mezasite” (Basaglia, una biografia, traduzione del 2016 di Tetsutada Suzuki e Toshihiko Ouchi) di Michele Zanetti, ex presidente della provincia di Trieste, in prima fila con Basaglia nel dare vita alla riforma dei manicomi, e del giornalista Francesco Parmeggiani.

Gli autori, con questa traduzione intendono fornire un esempio concreto per stimolare la riforma nel sistema psichiatrico giapponese. In Giappone, infatti, la psichiatria occupa una posizione alquanto critica anche in confronto con il panorama mondiale. Negli ultimi 30 anni il numero dei letti per degenti psichiatrici sono drasticamente aumentati: sono oltre 300mila a fronte di una popolazione di 127 milioni di persone. Il 90 per cento di questi posti letto si trova in cliniche private, per le quali il guadagno viene prima della vita dei pazienti.