Dietro le quinte della rivoluzione Basaglia. Trieste, marzo 2011

Articolo tratto Da IL PICCOLO, VENERDÌ, 25 MARZO 2011- Pagina 45 - Cultura e spettacoli
Dietro le quinte della rivoluzione Basaglia
Un seminario oggi a Trieste sul tema "Amministrare il cambiamento", ricerca documentaria sugli archivi della Provincia
di MARIA GRAZIA GIANNICHEDDA

Per una gran parte, si è svolta in piazza Vittorio Veneto, nella sede storica della Provincia di Trieste, la rivoluzione di Franco Basaglia. Sono stati costruiti qui, infatti, gli "attrezzi" che sono serviti a disfare il manicomio e a dare forma ai nuovi servizi, in un periodo pieno di avvenimenti che implicavano la città intera mentre cambiavano l'aspetto e l'assetto di quello che oggi è il parco di San Giovanni. La memoria di quegli anni è tutt'ora abbastanza viva a Trieste, almeno in coloro che hanno vissuto il Marco Cavallo, le discussioni nei quartieri e nelle scuole, i concerti, le feste e la comparsa, per le strade, di quelle persone che portavano nel corpo i segni di un dolore e di un'oppressione sconosciute ai più. Del resto, la memoria di quei fatti viene ciclicamente riaperta e messa in circolo da convegni, libri, film che spesso riescono anche a fare da ponte con l'oggi. Rimane invece quasi sempre in ombra, e da tempo non viene interrogata, la memoria di ciò che in quegli anni avveniva nelle retrovie e nel quartier generale, in quegli uffici della Provincia, appunto, in cui i dispositivi amministrativi della rivoluzione basagliana sono stati messi a punto e alla prova. Eppure, questo è un angolo di visuale particolarmente interessante, sia per capire ciò che è accaduto in quegli anni che per interpretare il presente: oggi come allora, infatti, le macchine burocratiche sono croce e delizia, e hardware, di qualsiasi progetto di cambiamento, ed è su queste macchine e sui loro mezzi che occorre puntare l'attenzione per capire la qualità del cambiamento, al di là dei fini proclamati.

In questa chiave e su questi temi si discuterà oggi pomeriggio nel seminario che si svolge a San Giovanni, nel Teatrino che la Provincia ha voluto intitolare a Franco e Franca Basaglia. L'occasione è la presentazione del progetto "Amministrare il cambiamento. Ricerca documentaria sugli archivi della Provincia di Trieste negli anni di Franco Basaglia", affidato dall'amministrazione provinciale alla Fondazione Franca e Franco Basaglia, che ha appena cominciato a lavorarci con il Dipartimento di salute mentale e con l'Università di Trieste. La ricerca vuole ricostruire la storia di alcune invenzioni amministrative originali dell'esperienza triestina, che si sono poi variamente trasformate e diffuse sia in Italia, con le riforme psichiatrica e sanitaria del 1978, che in altri paesi: la costituzione della prima cooperativa che ebbe come soci persone in trattamento psichiatrico e ricevette in appalto dalla Provincia, esternalizzati ante litteram, i servizi di pulizia dei reparti; l'istituzione della figura di "ospite", che assegnava al servizio psichiatrico il reinserimento di coloro che un lungo internamento aveva privato di ogni legame sociale; la creazione del centro di salute mentale aperto 24 ore e con posti letto, luogo di asilo senza internamento e di assistenza sanitaria senza ospedalizzazione. Queste e altre invenzioni amministrative, che in realtà corrispondono spesso a provvedimenti diversi e numerosi, nascevano in un contesto normativo ostile, dato che era in vigore la vecchia legge del 1904 appena corretta nel 1968, e cercavano di usare tutti gli spazi di legalità possibili per smontare, "de-istituzionalizzare", il manicomio e creare possibilità di liberazione per i ricoverati e il personale. "Machiavelli istituzionali" li chiamava Franco Basaglia, che era una persona tanto insofferente della burocrazia quanto capace di usarla con astuzia e fantasia, per piegarla a favore delle persone, della costruzione di possibilità e di libertà nuove. Michele Zanetti, il presidente della Provincia che aveva chiamato Basaglia a dirigere il manicomio, è stato in quegli anni un partner coraggioso e complice, sia nell'azzardo delle invenzioni che nella gestione, poi, delle loro conseguenze. Anche noi "giovani appena usciti dalle rivolte studentesche", come scriveva Franco Basaglia, e pieni di "furore pratico contro l'istituzione", ci siamo misurati con l'amministrare. Inseguendo le pratiche tra gli uffici, su e giù per il fragoroso parquet del palazzo della Provincia, abbiamo imparato il linguaggio di impiegati e funzionari per negoziare con loro, sempre col timore di dire o scrivere una parola sbagliata che avrebbe allontanato il nulla osta, l'autorizzazione, la delibera, spesso incontrando persone capaci e complici con cui i progetti prendevano forma e vita.