Il fantastico desiderio di Regina Cavalla

C'era una volta una cavalla di nome Regina che desiderava ardentemente avere un paio d'ali e un bel corno dorato sulla fronte, proprio come un unicorno. Pensava tutto il dì come poterseli costruire , perché voleva tanto che corno e ali facessero parte di lei. Ahimè non sapeva come fare e non trovava pace. Una notte di temporale le portò un sogno. Eccolo!
Regina era alla ricerca di piume per le ali e di cartapesta e brillanti per il corno dorato. Cammina e cammina arrivò ad una collina tutta verde che sapeva essere abitata da tanti animali, tra cui uccelli dalle piume speciali. Piume d'oro che luccicavano al sole. Piume magiche, straordinariamente grandi. Si diceva portassero fortuna a chiunque si fosse avvicinato. Regina Cavalla aveva sentito dire che quegli uccelli, muovendo le loro ali, facevano cadere una polvere magica che aveva il potere di realizzare i veri desideri.
"Devo assolutamente scovarne uno" pensò Regina. "Voglio farmi scrollare addosso un po' di quella polvere e potrò finalmente realizzare il mio sogno!".
Cammina e cammina ma di uccelli neanche l'ombra.
Regina cavalla non si voleva arrendere e si rimise in cammino. Strada facendo, incontrò un cervo con un corno molto strano che gli spuntava dalla fronte.
"Ciao caro cervo", gli disse Regina " Ma che strano corno che hai!".
" Ti piace cara cavalla?" rispose un po' vanitoso il cervo. "Vorresti averne uno anche tu?"
"Mi piacerebbe tanto, ma non so come fare", disse Regina tristemente.
Il cervo allora le rivelò dove poteva trovare un corno come il suo, ma in verità il suo interesse non era sincero. Il cervo desiderava portare regina cavalla fuori strada e le indicò una strada sbagliata.
"Dovrai camminare a lungo, cara cavalla" le disse "Dovrai attraversare boschi e colline, fino ad una foresta di quadrifogli. Sotto il quadrifoglio più alto vive uno gnomo che fabbrica corni con radici preziose e potrà farne uno anche per te!". Il cervo parlava con voce alta e decisa per dar forza alle sue parole e dopo un inchino di cortesia se ne andò a brucar l'erba lì vicino. Seguendo le indicazioni del cervo, Regina attraversò boschi e colline senza però riuscire a trovare la foresta di quadrifogli. Scoraggiata la cavalla pensò che forse il cervo l'aveva imbrogliata.
"Forse quel cervo voleva farmi rinunciare al corno che desidero tanto!".
Stanca e assetata si avvicinò a un fiume per bere ed ecco che in superficie apparve un pesce con un corno arcobaleno che a lei si rivolge.
"Se il mio corno toccherai un desiderio avvererai!".
Immediatamente Regina posò il suo zoccolo su quel magico corno e sentì subito che tra le sue orecchie si faceva spazio qualcosa di pesante, cominciò ad avere paura e..... Proprio in quel momento si svegliò. Ancora impaurita dal sogno si toccò la fronte e meraviglia delle meraviglie il corno c'era davvero sulla sua testa.
"Sto forse ancora sognando?" pensò Regina. Non lo sapeva proprio e decise di mettersi in cammino alla ricerca degli uccelli dalle piume magiche. Li trovò sulla collina; volavano sopra di lei descrivendo enormi cerchi e dalle loro ali lasciavano cadere una polvere talmente luminosa che gli occhi della cavalla faticavano a star aperti. La polvere avvolse Regina in una nuvola dorata per qualche istante e quando riuscì ad aprire gli occhi si accorse che le erano spuntate delle bellissime ali. Ora Regina poteva volare e guardare il mondo da sopra.
"Sono un unicorno, sono un unicorno" non smetteva di ripetere. “Sono riuscita a realizzare il mio sogno. Sono molto felice!” E le venne tanta voglia di incontrare qualcuno.
Guardando sotto di lei vide alcuni unicorni che pascolavano tristemente.
"Ciao amici!" salutò Regina, avvicinandosi sempre più.
"Perché siete tristi?"
"Come puoi vedere" disse il più anziano, “non abbiamo più i nostri corni e le nostre ali e quindi non possiamo più sognare e volare".
"La regina malvagia che vive laggiù in quell'orrendo castello ce li ha rubati" disse l'unicorno più giovane. " E nella torre tiene prigionieri i nostri compagni" aggiunse.
"Perché mai la regina ha compiuto una cosa così terribile?"
"Lei non è capace di sognare e vuole che nessuno lo faccia" spiegarono indignati in coro.
"Per questo tiene prigionieri i nostri amici unicorni e prima di lasciarli andare, vuole rubare anche a loro ali e corni, privandoli così dei loro sogni".
"Aiutaci tu, cavalla. Tu puoi volare e hai ancora la forza di sognare! Libera i nostri amici rinchiusi nella torre!" La implorarono gli unicorni disperati.
Regina cavalla annuì, sentendo che col suo corno e con le sue ali si sentiva potente, capace persino di attraversare i muri e di affrontare ogni difficoltà. Spiccò il volo e giunse alla torre; ne attraversò le mura e liberò tutti gli unicorni. Prima di volare via vollero affrontare la regina malvagia. Scrollando le sue ali, la cavalla fece cadere su di lei tanta polvere magica e subito la regina malvagia prese a trasformarsi in una splendida principessa, per di più dolce e gentile. A quel punto Regina cavalla stanca dei fatti accaduti, si mise a riposare all'ombra di grandi alberi. Prima che si addormentasse, qualcuno dice di averle sentito borbottare "`Ehi voi, non dobbiamo mai smettere di sognare, perché sognare ci rende liberi!".

E vissero tutti felici e contenti.

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