La riforma psichiatrica in Italia ha trent'anni. Conferenza a Tokyo, Nagasaki e kyoto dal 13 al 23 novembre 2010

Uno scambio ormai ventennale tra Italia e Giappone nel campo della salute mentale è stato ravvivato negli ultimi anni. Prima, nel 2008, con l'attribuzione del premio di studio intitolato a Franco Basaglia al giornalista e scrittore Kazuo Okuma, premio che ha finanziato una lunga ricerca poi raccolta nel libro Il Giappone dei manicomi e l’Italia senza manicomio.

A questo è seguito il ciclo di conferenze tenute da Maria Grazia Giannichedda, presidente della Fondazione Franca e Franco Basaglia, a Tokyo nell'ottobre 2009, e il viaggio di studio a Trieste di una delegazione di operatori psichiatrici, familiari ed esperti di diverse città giapponesi, promosso dalla Fondazione Basaglia (Roma - Trieste, 9-19 aprile 2010).

Lo scambio è proseguito con questa ultima serie di conferenze sulla riforma psichiatrica italiana, tenuta in diverse città del Giappone nel novembre 2010. I relatori italiani erano: Maria Grazia Giannichedda, presidente Fondazione Franca e Franco Basaglia; Tommaso Losavio, comitato scientifico Fondazione Basaglia; Gisella Trincas, presidente Unione Nazionale Associazioni per la Salute Mentale (Unasam).

L’iniziativa è stata promossa e organizzata, insieme alla Fondazione Franca e Franco Basaglia,

dal Comitato Giapponese per la diffusione delle conoscenze sulla riforma psichiatrica italiana (presidente Akiko Domoto, segretario Kazuo Okuma)

e dal COMHBO (Community Mental Health and Welfare Bonding Organization)

Co-promotori

Council for Workers of Mental Health

Tokyo University: Ethics

Tokyo University: Nursing Science Studies

Association of Families of Mentally Disabled, Kanagawa Pref.

Association of Families of Mentally Disabled, Yokohama City

Ayame-kai (Association of Families of Mentally Disabled), Kawasaki City

Osaka Center for Mental Health & Human Rights

Airinkai: Social Welfare Organization

Le conferenze sono state seguite da un pubblico di operatori, familiari e utenti, suscitando spesso un dialogo serrato tra i relatori, gli operatori giappponesi e l'audience.