Marco Cavallo non è una scultura. Torino, novembre 2015

Marco Cavallo a Torino dal 5 al 8 novembre 2015 ospite di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, che ha chiesto alla Fondazione Basaglia di collaborare a un progetto che CAMERA sta curando, la mostra "Italia 1968/78". Questo progetto viene presentato nel corso delle tre giornate che ARTISSIMA, la principale fiera d’arte contemporanea in Italia, ha organizzato al Lingotto. All'interno della fiera, nata nel 1994, un progetto espositivo speciale - "In Mostra" - nel quale diverse istituzioni  culturali torinesi presentano opere e progetti, e tra queste CAMERA, che presenta la mostra "Italia 1968/78" che si aprirà a gennaio 2016. Così Marco Cavallo, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, sarà ad ARTISSIMA accompagnato da una selezione di foto della sua "nascita" e da un pannello illustrativo presente anche nel catalogo della fiera. A Franco Basaglia e al suo lavoro nel corso degli anni '70 sarà dedicata una "stanza", in via di costruzione, all'interno della mostra "Italia 1968/78". Marco Cavallo la annuncia.

Questo il pannello illustrativo
                             
"MARCO CAVALLO NON E’ UNA SCULTURA"
 
Erano internate un migliaio di persone nell’ospedale psichiatrico di Trieste quando, il 10 gennaio 1973, ebbe inizio il Laboratorio in cui nascerà Marco Cavallo, che doveva essere una Casa nel progetto di Vittorio Basaglia e Giuliano Scabia ma divenne Cavallo - dal cavallo Marco che portava la biancheria dei reparti - man mano che il Laboratorio prendeva vita con le parole, le storie, i desideri degli internati che lo frequentavano. Marco Cavallo uscì per la prima volta una domenica di sole e bora, il 25 febbraio 1973, e attraversò Trieste con un grande corteo di degenti, artisti, operatori, amici, curiosi. Fu una tappa importante del processo di liberazione dal manicomio che Franco Basaglia – all’epoca da un anno e mezzo direttore a Trieste –  perseguiva e teorizzava dagli anni ’60. Nel 1977 l’ospedale psichiatrico di Trieste fu chiuso mentre si diffondeva la rete dei servizi di salute mentale, e nel 1978 fu approvata la “legge 180” che ha istituito i nuovi principi del trattamento psichiatrico e ha dato forza alle pratiche e alle idee di quanti lavorano per la liberazione dal manicomio e dai suoi travestimenti. 
Il cavallo azzurro di legno e cartapesta è parte di questa storia, vive di questa storia.  
 
Maria Grazia Giannichedda

"MARCO CAVALLO IS NOT A SCUPLTURE"
   
There were around 1,000 patients in the mental hospital of Trieste on 10th January 1973 when the workshop in which Marco Cavallo was to come to life began, although it was originally supposed to be ‘Casa’ according to the project laid out by Vittorio Basaglia and Giuliano Scabia, but it then became ‘Cavallo’ – after the Marco Cavallo who brought the sheets to the wards – as the Workshop developed through the words, stories and desires of the patients who frequented it. Marco Cavallo first came out one sunny, windy Sunday on 25th February 1973, and crossed Trieste with a numerous procession of patients, artists, operators, friends and the merely curious. It was an important step in the process of liberation from the asylums that Franco Basaglia – who at the time had been the director of the Trieste institute for a year and a half – had been developing and theorising ever since the ‘60s. In 1977 the mental hospital of Trieste was closed while the network of mental health services was extended, and in 1978 the ‘Law 180’ was approved, laying down the new principles of psychiatric treatment, and strengthening the practices and the ideas of those working towards the liberation from asylums and their disguises.
The light blue wood and papier-mâché horse is part of this story, and feeds on it.